Su indicazione della Direzione Generale, alleghiamo, con invito alla massima divulgazione tra i Soci, le essenziali regole per i frequentatori di rifugi.

Esse sono state elaborate dalla Commissione Centrale Rifugi e Opere alpine.

I frequentatori di rifugi sono invitati ad attenersi ad esse per assicurare a sé e ad altri la massima tutela ed evitare la diffusione del Coronavirus.

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Riflessioni di Luigi Festi, medico chirurgo quotidianamente in prima linea anche in questi delicati momenti, alpinista e uomo Cai di grande competenza e disponibilità, Past President della Commissione centrale medica e anima del Master internazionale di medicina in montagna presso l’Università dell’Insubria.

In giorni drammatici, caratterizzati da un pericolo globale, che ha colpito in modo particolare il nostro Paese, rappresentato da un virus, il Covid 19, che possiede caratteristiche uniche e sconosciute e una contagiosità sorprendente, le nostre montagne appaiono distanti e irraggiungibili. Da medico ospedaliero impegnato nella gestione dei pazienti chirurgici, molti affetti da Coronavirus, e da medico di medicina di emergenza in montagna, mi confronto con le due anime dello stesso fenomeno e mi rendo conto, ogni giorno di più, che nulla sarà come prima. Non riusciamo, e non riusciremo ancora per molto tempo, a renderci conto di cosa realmente significhi la pandemia da Covid-19 per la nostra società e per il nostro andare in montagna, per il nostro essere soci del Club alpino italiano.

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"Le montagne hanno bisogno di noi" (e noi di loro): "Servono risposte urgenti per ripartire e per la tutela psicofisica dei frequentatori della montagna"

Le richieste di chiarimento sul DPCM del 26 aprile 2020 del Club alpino italiano in una lettera inviata oggi al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte.

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